NOTE DEL REGISTA (Davide Sibaldi)
Volevo un film sull’abbandono e sulla paura di vivere fino in fondo le proprie emozioni, i propri sentimenti, la propria felicità, ma anche un film sul coraggio di affrontare e capire i propri errori, un film sul coraggio di crescere.
“L’Estate D’inverno” Due personaggi e un set. In tempo reale.
Il tempo reale era necessario per rendere il film il più “realistico-tridimensionale” possibile.
Un incontro di poco più di un’ora in una suite di un motel, una breve storia che non poteva che essere raccontata con l’esposizione nuda e cruda di tutti gli eventi, senza nessun salto temporale: un impatto dirompente sullo spettatore che riflette la violenza che ha sui protagonisti. Grazie al tempo reale lo spettatore viene immerso fin dall’inizio nel flusso della storia, nei suoi dialoghi, nei suoi ambienti, tanto che può quasi sentire l’odore che aleggia nella camera, il calore dei personaggi, il profumo dei loro corpi.
Per fare ciò occorrevano attori di formazione rigorosamente teatrale: Pia Lanciotti e Fausto Cabra, tutti e due diplomati alla Scuola del Piccolo Teatro di Milano e da anni sulle scene nazionali ed internazionali. Attori che riuscissero a reggere un impatto “spietato” con il pubblico, basandosi solamente sulle loro figure e capacità.